Fujtavenne, o futtiteve: LO STRANO CASO DELLA BRIGADA INTERNAZIONALE
RICEVIAMO DA DANIELE SEPE:
Stasera si sarebbe dovuto suonare con Brigada Internazionale al Maschio Angioino, a Napoli.
Finalmente a casa! Non suonavo a Napoli dal 29 giugno del 2007.
Abbiamo scoperto che il Maschio Angioino di domenica rimane chiuso fino alle 17 (forse a causa della concomitante partita del Napoli...). Il concerto era programmato per le 21 quindi c'era da fare il montaggio palco e il sound check per un orchestra di 18 elementi in tre ore e mezza Fantascienza.
Armati di buona volontà comunque ci eravamo decisi a tentarci, ma come se non bastasse scopriamo che l'impianto luci erano quattro piantane con quattro fari che tristemente presidiavano i quattro angoli del palco. Roba da sagra del baccalà di Ossi Tissi (senza offesa per il baccalà...). Insomma per farla breve non s'è potuto suonare.
Mi hanno detto che la signora Sofia Loren ha avuto 250.000 euro per presenziare la chiusura della Piedigrotta di quest'anno (spero sia falso...).
Giustamente ha tessuto le lodi di Napoli e dei suoi amministratori. Per 250.000 euro forse l'avrei fatto certamente pure io, sopra tutto non abitandoci a Napoli. Noi della Brigada invece, molto più miseramente , pur di suonare nella nostra città avevamo accordato un prezzo stracciato: 4500 euro per 18 persone d'orchestra e due tecnici, compresi il sottoscritto. Fate un po' di calcoli.
Mi è dispiaciuto per tutta la gente che è rimasta delusa dall'annullamento del concerto. Per me suonare è ancora un piacere, ma mi sa che con Napoli ho chiuso.















Qualcuno ascolta le nostre intenzioni, ci spia nell'animo, ci precede come il richiamo indelebile della nostra stessa coscienza.


“Son passati vent’anni e non ci sembra”
Alla prima edizione del Teatro Festival Italia, infatti, fa da contraltare la X riproposizione di un felicissimo Film Festival che — messi da parte i pop corn che ne adornano il logo ed il cui odore allieta il visitatore della coloratissima mostra di cartelloni del cinema cubano — pur partito in sordina dimostra tutto il suo valore nella prima giornata ufficiale.
da noi è tutto così, tutto inevitabile, tutto fatalmente determinato, i rifiuti che ci sommergono, ci umiliano, appestano l'aria e minano il corpo, la coscienza e l'intelligenza, l'inerzia sfacciata e connivente della politica e delle istituzioni, l'indolenza sospetta delle forze dell'ordine, la protervia spalleggiata dei (troppi) camorristi











