Il Re Moro entrò nella scuderia.
Sul volto d'ebano brillavano gli occhi feroci che tanto terrore incutevano ai nemici durante le battaglie.
Osservò i due cavalli, uno bianco e uno nero, purosangue di incredibile bellezza.
Li valutò attentamente poi, con fare deciso, mosse verso il cavallo bianco.
Fu questione di pochi attimi: il cavallo, con un doppio balzo, si avventò sul Re Moro e lo mangiò.
Il Re si era dimenticato di essere il re degli scacchi.
(da L'Ultima Lacrima - Stefano Benni 1994)
Martedi 22 gennaio, alle ore 18, Feltrinelli Piazza dei Martiri.

Oggi Andiamo alla presentazione del nuovo libro dell'amico Daniele Pittèri Democrazia Elettronica, di cui vi presentiamo un Abstract gentilmente concesso dall'autore.
Prologo: Mutatis mutandis
Penso che nella vita i cavalieri abbiano una sorta di vertigine una volta scesi da cavallo. Che nei risvegli notturni in preda al panico di un dolore forte al petto i poeti rispondano amore alla vecchia signora che li solletica.
Penso che alfieri si nasca o si diventi. Che le regine si contino sulla punta delle dita e che siano sempre di passaggio. Penso che i treni quando passano bisogna prenderli, ma anche che bisogna prenderli quando passano quei treni.
Penso che le ferite vere non macchiano di sangue coscienze né armature, restando in un limbo tra memoria ed anima, come tatuaggi più o meno discreti. Penso alla solitudine di quei pezzi privati del proprio gemello dalla dura legge degli scacchi. Che di un gioco se ne conoscono le regole, mentre nella vita si va a tentoni. Penso che la confusione è come la nebbia, si deve attraversare lentamente senza perdere la concezione del sé.
Penso che anche quando resti in silenzio ci sia qualcuno che senta tutto ciò di cui stai parlando. Penso, comunque, che in questo modo non valga e che non vi capirete. Penso che alcune frasi si rincorrano o siano agguato da un tempo talmente lungo.
Penso alle voci di dentro ed a quelle di fuori. Penso a regine e cortigiani e mi risuona nella mente un invito: "Domani nella battaglia pensa a me".
"Perchè si cambia vita, si cambia faccia, si cambia città, si cambiano gli amori, ma certe ombre ti seguono furtive e sono sempre lì, in agguato, per ricordare a chi sei diventato cosa sei davvero"
[Bruno Arpaia citato da Carla D'Alessio, nell'odierna edizione napoletano de La Repubblica]
"Caro Alfiere incappucciato, se vorrai mai diventare cavaliere dovrai infine avere il coraggio di affrontare una sfida vera e non limitarti alla schermaglia confusionaria, fuggendo di fronte alla prima stilla di sangue. Mai scendere a patti con il nemico che ci aggredisce ed occupa dall'interno!"
[lareginanera, lettera alla redazione]