Politicamente deficiente
"Sbaglierò, ma il futuro non mi preoccupa più di tanto, sono troppo impegnato ad aver paura del presente"
(Michele Serra, L'amaca di oggi su La Repubblica)
Soundtrack: Bella Ciao*

Gruppo di naziskin aggredisce partigiano
"Sbaglierò, ma il futuro non mi preoccupa più di tanto, sono troppo impegnato ad aver paura del presente"
(Michele Serra, L'amaca di oggi su La Repubblica)
Soundtrack: Bella Ciao*

Gruppo di naziskin aggredisce partigiano

Ecco il primo dei Portraits di Sp, uno strumento per metabolizzare il silenzio lacerante intorno, spero che vi piacciano o, meglio, che non vi piacciano proprio.
No panic!
Il primo anno di vita è sempre carico d'emozioni che accavallandosi non lasciano lo spazio al tempo ed allora accade che un compleanno vada celebrato nel silenzio che non c'era.
The show must go on, but the summer ends e così tornano le idee sul dorso delle foglie che s'accumulano e vanno componendosi in fome ancora da raccontare.
L'Italia vivacchia e stenta a riprendersi dalla sbornia delle ferie fatte o immaginate sul filo d'una rivoluzione moralizzatrice che è di là da venire.
Mi mancano i miei frequenti viaggi across this strange land, eppure ne ascolto il profondo rantolo nelle notti che si raffreddano e bisbigliano e cofecchiano di tutto ciò che non accade mai.
Il mio Napoli Milano riprende col sale che ancora secca la pelle e le idee in progress, sotto i baffi sto pensando d'addormentarmi e riprendere a sognare.
Domenica mattina fa entrare l’alba è solo un’inquietudine al mio fianco
Albeggia presto domenica mattina sono solo gli anni sprecati che incalzano
Attento, il mondo è alle tue spalle intorno ci sarà sempre qualcuno che ti chiama non è niente
Domenica mattina e sto cadendo ho una sensazione che non voglio sapere
Albeggia presto domenica mattina sono tutte quelle strade che hai attraversato non molto tempo fa
Attento, il mondo è alle tue spalle intorno ci sarà sempre qualcuno che ti chiama non è niente
Attento, il mondo è alle tue spalle intorno ci sarà sempre qualcuno che ti chiama non è niente
Domenica mattina

E' qualche tempo che non facciamo che parlare e scrivere, forse non a caso, di isole...isole mentali, poetiche, geografiche...ISOLE STATO; "stati", in un certo senso alterati o comunque altri dell'esistenza. A poche centinaia di miglia marine di distanza dal Peloponneso (ginomi magari ci dira' quante) riesco a stento ad avere notizie frammentarie dell'unico grande fuoco che sta divorando questa terra meravigliosa, ma il problema non e' tanto quello della raccolta di informazioni ma piuttosto la percezione che del fatto si ha, la totale tangibile estraneita' nella quale si viene giocoforza coinvolti. Se questa e' l'ISOLA (in ciascuna delle accezioni) mi chiedo quanto sia "lecito" questo buen retiro, fisico o mentale, quanto desiderio di irrazionale ed irragionevole fuga vi sia nel "desiderio dell'isola"
da Antiparos (fuori dalla Grecia e dal mondo)...presto a Napoli