BLOW UP! omaggio a Michelangelo Antonioni
Le immagini sono di Michelangelo Antonioni,
i suoni dei Pink Floyd
1970
È un rito iniziatico quello del venerdì pomeriggio, il mondare con la velocità le paturnie di un'intera settimana e del suo work time, kilometri che scorrono in direzione opposta.
All'arrivo il passaggio interno è già avvenuto, le spoglie dell'essere schematico all'interno di uno schema giacciono sulla strada appena percorsa e le nudità s'affrontano all'acqua e al mare, esattamente prima che sia sera e notte.
Labirintite, è quando già il confine tra oggi e domani s'è fuso e confuso ed è solo svegliarsi ancora ed ancora sole e sale, tutto sapore e colori bruciati dal sole.
Fino alla musica che è fuoco nella notte, intorno all'isola e dentro o fuori, o viceversa.
...And then Sunday morning arrives, with "her" there is somebody from Barcelona or from Berlin, going around, en parlant des langues que je ne connais pas, mais en train de que sea otra vez lunes, to turn in the scheme, une outre foi.
Quando mi allontano vedo meglio le cose che ho vicino. Non vedo più la scorza ruvida, l'imperfezione della superficie, vedo l'armonia, vedo la pazienza con cui tutto si è disposto, dimentico il difetto dell'istante.
Qui in viaggio, ancora tra Milano e Napoli, e poi Milano. Torno. Poche ore, per poi ripartire.
Rimarrei qui, su questo treno, equidistante da tutto e da tutti, perchè tutto mi sembra perfetto da qui. O almeno amabile.
G.
Pubblichiamo una nota al PJF07, redatta da un amico del NapoliMilano:GOLEM01 e rilasciataci con "licenza creative commons 3.0 versione -fanne ciò che vuoi -"