Paradosso dell'impiccagione improbabile
Io sono un arcobaleno, mi sento così.
Ho imparato questo, e ho insegnato in cambio che alla fine di un arcobaleno c'è un calderone stracolmo di orecchini da donna e bottiglie di Jagermeister, servito freddo con ghiaccio.
grazie.
Gino
Mi è tornata in mente l'estate. Ora sembra così lontana, eppure l'immagine di Napoli vista dal mare ce l'ho impressa in testa.
Ci sono giorni in cui l'aria sembra poca, apparentemente senza motivo. Il sole is shining, leggeri soffi di vento. Le voci calde della radio accarezzano i nostri pensieri. Non ci stiamo ascoltando.
Tutto intorno il lento fluire scorre ed alcuni di noi emettono sospiri, bolle d'aria nell'acqua che arriveranno in superficie con il rumore leggero di un sussurro.
Alle volte per uscire dall'Apnea bisogna respirare, darci la mano e risalire piano godendo del panorama blu e della sabbia tra le mani.
(naturalmente una dedica)
Tango por las tardes, storia di passioni e Taxi introvabili, Sangre de Toro y tapas y dibujos en aire.
Ancient Egyptians tales, ancora non mi era capitato di cucinare per delle danzatrici del ventre, ricompensare la loro esibizione con un ragù napoletano... mi sembra di aver fatto il giro del mondo in sole 24 ore, una storia tra un sabato e domenica, una storia di treni, e quanti, di partenze e di arrivi...|
(...continua da qui) |
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Milanesi a Napoli è uscito nel 1954 e cercava di imitare il successo ottenuto dal film di Eduardo. Con la regia di Di Gianni è interpretato da Ugo Tognazzi, Nino Taranto e Carlo Campanini.
Trama: Clemente Simoni e Dora Vincenzi espongono ad una società milanese, la S.F.I.N.I., il progetto d’impiantare a Napoli una fabbrica di "Telepizze", cioè di pizze alla napoletana, confezionate secondo la formula chimica inventata da Simoni. Intanto Franco Baraldi, segretario generale della società, si occupa di un'altra iniziativa, che mira all'industrializzazione dei ricami di Sorrento. Immacolata Santolillo, una simpatica sorrentina, proprietaria di un laboratorio di ricami, e sorella del "Bersagliere", proprietario di una nota pizzeria, con un abile stratagemma fa sì che la costruzione della nuova fabbrica di ricami venga sospesa. Intanto i pizzaioli di Napoli, capitanati da Immacolata, decidono di opporsi con ogni mezzo alla fabbrica di "Telepizze". Dopo vari scontri si viene ad un armistizio ed all'inaugurazione della fabbrica; ma all'atto pratico le telepizze risultano immangiabili e la fabbrica viene semidistrutta da un'esplosione. Alla fine, per iniziativa di Immacolata, si viene, tra i vari interessati, ad una riconciliazione generale, suggellata da una serie di fidanzamenti.
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Due film, dal sapore teatrale, leggeri ma estremamente godibili, dai buoni sentimenti, con un pizzico di antirazzismo, oggi più che ma necessario. Napoletani a Milano in particolare, ha fatto di meglio, oltre cinquant'anni fa, raccontando senza nessuna parzialità due real tà sociali speculari, quella napoletana e quella milanese, ha suggerito come esse possano convivere. Perché ciò avvenga in genere, ovviamente, è sempre necessario uno sforzo da entrambe le parti, che faccia superare i rispettivi integralismi e pregiudizi...
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Ieri ho conosciuto Alessandra. Alessandra ha i capelli castani con venature rossastre. Ieri aveva una giacca di pelle ecologica verde e stava andando a casa. Erano le due e venti di un sabato notte o di una domenica mattina, non troppo tardi, nè troppo presto. Eppure per Alessandra andare a casa aveva un sapore strano. Sì, perchè Alessandra a casa ci lavora, da casa Alessandra telelavora. Alessandra ha la sua postazione collegata al web e programma, programma a progetto, senza orari, senza tempi, flessibile. Alessandra ha ogni volta un progetto e lo gestisce senza orari ma è così brava che programma sempre tutto molto presto, da casa, senza orari, del resto deve essere brava per contratto, uno di quei contratti lì, senza ferie, malattia, maternità, assicurazione, proprio senza orari. Per Alessandra la nostra Buona Domenica, da casa. |
Ascanio Celestini a Parla con Me Tic Tac |
| Settecentottantadue chilometri
Possono dividere, possono far sentire distanti?
Non esistono i chilometri che distanziano
Non esistono perché basta una lettera
Non esistono perché basta una cartolina
Non esistono perché basta una telefonata
Non esistono perché basta una e-mail
Non esistono perché basta un messaggino
Non esistono perché basta interflora
Non esistono perché basta ricordarsi
Non esistono quando si vuole che non esistano.
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Sabato pomeriggio di una settimana strana, intermittente come le luci di natale sui banchi di S. Gregorio Armeno. Accadimenti che si susseguono rapidi, notizie, storie, racconti, incontri, segreti ed appuntamenti nel paese delle meraviglie... Nuovi lavori bussano alle porte insieme con l'inverno, sfide ed occasioni entusiasmanti portate dal vento, strette di mano e strizzate d'occhi. Si dice che "alle volte giri bene" eppure quando gira io sono lì nel mezzo, come seduto su una di quelle poetiche panchine in legno e ferro battuto disseminate lungo le piazze spagnole; su alcune di esse sono sedute delle statue raffiguranti personaggi come reali, distratti, assorti per caso nelle proprie faccende. Di tanto in tanto una bambina va a sederglisi vicino e comincia a parlargli, usando qul linguaggio dei bambini fatto di parole importanti ed incomprensibili. Alle volte quella bambina è la vita. Sonriele a la vida! |
P.S. questo post non vuole assolutamente significare che io sia indisponibile a vagliare eventuali proposte di lavoro, si pregano gli interessati di consulatare la sezione "lavorerei con voi" sulle pagine del sito. Su su non siate timidi..!
...porta consiglio.
Non lo fare, si dico a te, pazienta ancora un pò, e soddisferai quella tua voglia.
Ecco.
G.
04.58 | 17 minuti di ritardo ad un appuntamento non dato... SP